Preghiere
Regina Caeli: l'antifona pasquale
Il testo del Regina Caeli in italiano e in latino, l'antifona mariana che nel tempo pasquale sostituisce l'Angelus, con la sua storia, il significato e il modo di recitarla.

Il Regina Caeli è il canto di gioia con cui la Chiesa saluta la Madre di Dio nei cinquanta giorni di Pasqua. Dalla domenica di Risurrezione fino alla Pentecoste compresa, esso prende il posto dell'Angelus, e invita la Vergine a rallegrarsi perché il Figlio che ella portò nel seno è risorto. Diamo qui subito il testo, in italiano e in latino, e ne raccogliamo poi la storia e il senso.
Regina Caeli: il testo in italiano
Regina del cielo, rallegrati, alleluia,
perché colui che hai meritato di portare nel seno, alleluia,
è risuscitato, come aveva detto, alleluia.
Prega Dio per noi, alleluia.
℣. Rallegrati ed esulta, Vergine Maria, alleluia.
℟. Perché il Signore è veramente risorto, alleluia.
Preghiamo. O Dio, che mediante la risurrezione del tuo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, ti sei degnato di rallegrare il mondo: concedi, te ne preghiamo, che per la Vergine Maria, sua Madre, otteniamo le gioie della vita eterna. Per il medesimo Cristo Nostro Signore. Così sia.
Regina Caeli: il testo in latino
Regina caeli, laetare, alleluia:
Quia quem meruisti portare, alleluia,
Resurrexit, sicut dixit, alleluia:
Ora pro nobis Deum, alleluia.
℣. Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.
℟. Quia surrexit Dominus vere, alleluia.
Oremus. Deus, qui per resurrectionem Filii tui, Domini nostri Iesu Christi, mundum laetificare dignatus es: praesta, quaesumus; ut, per ejus Genitricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen.
Quando si recita il Regina Caeli
Il Regina Caeli è l'antifona mariana propria del tempo pasquale. Si recita o si canta dalla domenica di Pasqua fino alla domenica di Pentecoste compresa, e in questi giorni sostituisce l'Angelus alle tre ore consuete: al mattino, a mezzogiorno e alla sera. Là dove l'Angelus scandisce con i suoi versetti il mistero dell'Incarnazione, il Regina Caeli lo fa con la letizia della Risurrezione: per questo, nel tempo in cui la Chiesa non smette di cantare l'alleluia, esso prende naturalmente il posto della preghiera dell'angelo.
A differenza dell'Angelus, che secondo la pia consuetudine si dice in ginocchio, il Regina Caeli si recita in piedi, in segno della gioia pasquale: ci si alza, come si addice a chi ha già parte alla vittoria di Cristo sulla morte. È un piccolo gesto del corpo che dice, senza parole, ciò che le labbra cantano.
Il significato del Regina Caeli
L'antifona è breve, ma raccoglie in quattro versi tutto l'annuncio pasquale. Si rivolge alla Vergine e la invita a deporre il lutto del Venerdì santo: Regina del cielo, rallegrati. La ragione di questa gioia è subito detta: colui che hai meritato di portare nel seno è risuscitato, come aveva detto. Colei che fu unita più di ogni altra al Figlio nella sofferenza è chiamata per prima a partecipare al gaudio della sua risurrezione.
Vi è in queste parole un'eco precisa del Vangelo. L'angelo dice alle donne giunte al sepolcro: «Egli non è qui: conciossiachè è risuscitato, conforme disse» (Mt 28, 6, versione del Martini). Quel come aveva detto dell'antifona — sicut dixit — è la stessa testimonianza dell'angelo: il Signore aveva annunciato la sua risurrezione, e la promessa si è compiuta. Cantando il Regina Caeli, noi facciamo nostra quella prima parola di Pasqua.
L'ultimo verso ricongiunge la gioia alla supplica: Prega Dio per noi. Colei che si rallegra del Figlio risorto non dimentica i figli ancora in cammino: la chiediamo nostra intercessione, perché la vittoria di Cristo divenga anche la nostra. San Paolo lo dice con forza: «Cristo è risuscitato da morte primizia de' dormienti» (1 Cor 15, 20). Egli è la primizia; noi, che speriamo nella sua misericordia, attendiamo di seguirlo. Per questo l'orazione finale domanda che, per la Vergine Maria sua Madre, otteniamo «le gioie della vita eterna».
La storia dell'antifona
Il Regina Caeli è una delle quattro grandi antifone mariane con cui la Chiesa latina chiude la giornata, secondo i tempi dell'anno: il Alma Redemptoris Mater in Avvento e a Natale, il Ave Regina Caelorum nel tempo che segue, il Salve Regina per la lunga parte dell'anno, e appunto il Regina Caeli per il tempo pasquale. Ciascuna ha la sua stagione e il suo colore.
La sua composizione risale al Medioevo, e la pietà cristiana ne ha tramandato una soave leggenda: si racconta che papa san Gregorio Magno, in una processione penitenziale a Roma, udisse gli angeli cantare i primi tre versi dell'antifona, e che egli stesso, mosso dallo Spirito, aggiungesse il quarto: Ora pro nobis Deum. Sia o no storica nei dettagli, la tradizione coglie bene la natura di questo canto: una lode che sembra venire dal cielo e a cui la terra risponde con la supplica.
Quanto alla grafia, si trova talvolta scritto Regina Coeli invece di Regina Caeli: si tratta della stessa parola. Caeli è la forma classica del genitivo di caelum, «cielo»; coeli ne è una variante grafica diffusa nei testi più recenti. La pronuncia e il senso non cambiano: Regina del cielo.
Come pregarla bene
Il modo più semplice di vivere questa antifona è recitarla, in piedi, alle tre ore in cui per il resto dell'anno si dice l'Angelus. Si può dirla in italiano o, se si desidera, in latino, che è la sua lingua antica e quella in cui la Chiesa la canta. Chi vuole può aggiungere il versetto, la risposta e l'orazione finale, come sopra: è la forma piena, quella della liturgia.
Non occorre attendere un'ora perfetta né uno stato d'animo particolare. Il Regina Caeli è una preghiera breve, fatta per essere ripetuta finché il suo alleluia diventa il respiro di tutta la giornata pasquale. Affidiamo alla Madre di Dio le nostre fatiche e le nostre attese, con la fiducia di chi sa che il Signore è veramente risorto — non con la pretesa di forzare la grazia, ma con la pace di chi si abbandona a Lui.
Domande frequenti
Quando si recita il Regina Caeli?
Si recita dalla domenica di Pasqua fino alla domenica di Pentecoste compresa, alle tre ore consuete (mattino, mezzogiorno e sera), al posto dell'Angelus.
Perché il Regina Caeli sostituisce l'Angelus?
Perché nel tempo pasquale la Chiesa annuncia la Risurrezione e non smette di cantare l'alleluia: il Regina Caeli, tutto intessuto di gioia pasquale, prende così il posto della preghiera dell'angelo, che ricorda invece l'Incarnazione.
Il Regina Caeli si dice in piedi o in ginocchio?
Si recita in piedi, in segno della gioia pasquale, a differenza dell'Angelus che secondo la consuetudine si dice in ginocchio.
Si scrive Regina Caeli o Regina Coeli?
Sono la stessa cosa. Caeli è la forma classica, coeli una variante grafica più recente: il senso, «del cielo», non cambia.
Qual è il testo latino del Regina Caeli?
Il testo comincia con Regina caeli, laetare, alleluia: lo trovi qui sopra per intero, con il versetto, la risposta e l'orazione conclusiva.
Per la grande antifona mariana del resto dell'anno, vedi il Salve Regina. Sulla festa che apre questo tempo di gioia, vedi la Pasqua; sul suo compimento, la Pentecoste; e per il cantico di Maria, il Magnificat.
L'app Iter Fidei contiene le preghiere, i salmi e le litanie, in latino e italiano, con audio. Scaricala qui.
Fonti. Testo dell'antifona, dei versetti e dell'orazione dal corpus liturgico di Iter Fidei. Citazioni bibliche dalla versione di mons. Antonio Martini (Mt 28, 6; 1 Cor 15, 20). Per la storia delle antifone mariane e l'uso pasquale, la tradizione liturgica anteriore al 1958.